venerdì 20 aprile 2018

IL DIBATTITO VISTO DALL'ALLEGATO VIII - ADRIANO VERANI



Egregi signori, se mi è concesso, mi permetterei alcune brevi osservazioni, a valere come spunto di richiamo e assolutamente non a esaustive illustrazioni :

1) Articolo del Corsera e di Repubblica ( Paolo Rumiz) su questioni triestine.   Non entro nel merito degli articoli ma vorrei fare presente che per poter portare a termine qualsiasi progetto con i costi minori e la maggiore efficacia sono necessarie due cose :
a) i' piccioli' come dicono in Sicilia 
b) la libertà di movimento e di decisione . 

Ebbene, non abbiamo nessuna delle due . 

I soldi , invece che derivare dai cespiti del porto come da Allegato VIII per essere ivi reinvestiti per ammodernamenti allo stato dell'arte, passano tutte le trafile, mani e ambulacri prima di arrivare a destino in infima frazione , quasi quale benevolo dono. 



Quando si fanno le meraviglie ( maravee ) se arriva qualche milione per continuare a' spizzico magnifico' determinati lavori, non si guarda mai al termine di paragone della quantità di finanziamenti a Genova e agli altri porti ( fosse pure per i contratti di dragaggio) che pure non dispongono delle provvigioni dell'Allegato VIII. 

Dunque, chi ha più legalmente ha tanto di meno sull'unghia!  

Quanto all'articolo di Rumiz, posso solo, dire che mi ha profondamente 'sconcertato' . Non è da lui scrivere in quel modo : sembra un articolo su commissione per qualche depliant turistico!

2) Opere e insediamenti portuali in Porto Vecchio   

La famigerata sdemanializzazione è assolutamente illegale per due ragioni  

A) Non è neppure certo che il territorio di Porto Franco possa essere compreso nel Demanio italiano in quanto , sino a prova contraria, si tratta sempre e solo di gestione affidata al solo Governo italiano e NON allo Stato italiano.  

B) Se un'area non è demaniale non può venire sdemanializzata e in ogni caso non può essere infranto il disposto delle aree di Porto Franco destinandole al Comune. 

Quindi, nessun 'diritto' ma solamente un atto di imperio che ha la sua operatività con leggi e disposizioni interni italiani, che valgono solo in quanto imposte e solo per il silenzio delle parti garanti. 

Nella pratica, significa questo: 

1) che la maggior parte delle aree appetibili vengono destinate al Comune mentre potrebbero essere meglio utilizzate per insediamenti produttivi secondo il citato Allegato 

2) Che non si sa che fine farà il grande parco binari del Porto Vecchio che pure ha bisogno di un completo rimaneggiamento ma resta comunque una grande installazione che pochi porti hanno 

3) Che la giustissima e provvida concessione alla Seleco e ancora di più all'ENI/SAIPEM  per i suoi prototipi forse sarebbe stato meglio se collocata altrove. Mi spiego. La Seleco al Molo III occupa un magazzino di banchina ( a suo tempo avrebbe dovuto essere destinato  alla frutta , con coibentazione interna per temperatura costante e camera a fumo per i parassiti ) forse impedendo accosti e operatività. 

Un chiarimento da parte dell'APT  non sarebbe inutile. Per l'ENI/SAIPEM l'occupazione del Molo 0 e del bacino è senz'altro utile. Ma - a mio avviso -quell'area avrebbe potuto essere usata meglio quale prolungamento dell'Adria Terminal , continuando poi a banchinare la linea di costa ancora per una cinquantina di metri. Si sarebbe ottenuto così una lunghezza di banchina per almeno due o tre grandi scafi , più l'accosto laterale al lato sud dell'ex Molo II. Non vorrei che anche l'Autorità Portuale , stante la temperie odierna e - mi pare - con la fine concessione alla Genoa Terminal nel 2022 , rinunciasse totalmente alla funzione di scalo anche per la parte ad essa ( illegalmente) destinata, per assegnare le aree solo ad altre attività produttive. 

Pensare alla fiera di Pinocchio con cui si vuole occupare il Porto Vecchio, viene da piangere. Oggi dal balcone e vedo accostata una grande nave di carico secco, cinque stive, castello e macchina a poppa , grue : un vedere che allarga il cuore.

3) Minutaglia

A) Io non so se qualcuno ci abbia già pensato o abbia avuto la sensibilità di farlo. Si tratta del distruggendo Scalo Legnami che quando è stato messo in opera era il più moderno del Mediterraneo. Chi ne sono stati i promotori ? 

Il dottor Vittorio Spinotti, carnico e difensore di Trieste e il dottor Mirone Gunalachi, della gloriosa Comunità Ellenica, benefattrice di Trieste. Meritano o no una lapide, un bigliettino,  una scritta a gessetto su un muro che li ricordi. 

Oppure questa città è diventata così ingrata, ignorante e tetragona alle cose della memoria storica e civile da rifiutare tutto?

B)  A legger bene certe notizie secondarie si scoprono cose interessanti. Nella ' manchette' delle 'navi in arrivo e in partenza' , pochi giorni fa , vi era l'arrivo di una cisterna per l'Oleodotto ,con provenienza TEXAS CITY. ?

Texas City è una città che è porto sussidiario di Houston . Dunque è presumibile che il carico destinato all'Oleodotto si tratti di crudo di provenienza americana. Se fosse così, avremmo in loco la prova che gli USA hanno cominciato a riesportare il loro petrolio. Cosa potrebbe derivarne ? Che la vulgata corrente che tutte le guerre dipendono dal petrolio dovrebbe venire riconsiderata . Ma con i missili americani sulla Siria , sarebbe forse bene valutare se ci siano anche altri motivi più radicati e radicali del petrolio a muovere il tritolo. Conclusione : con i tempi che corrono sarebbe bene che i nostri rappresentati cercassero di resuscitare tutti gli aspetti utilizzabili dall'Allegato VI all'Allegato IX ; potrebbero venirci a breve molto utili e forse indispensabili.

Cordiali saluti.

Adriano Verani *

*nota di Faqtrieste : L'autore di questo pezzo scrive spesso alla nostra mail in modo schematico, comprensibile e con riferimenti puntuali. Ci fa piacere continuare a pubblicare i suoi pezzi che sono sempre riferiti ai contenuti del nostro blog. Buona giornata !



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