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Trieste insiste sul porto franco Trieste –
Azione in punta di diritto: «Dare piena attuazione alla
84/94»
ELISABETTA BATIC - GIUGNO 04
Trieste - Dare attuazione all’articolo 6, comma 12, della
Legge 84 del 1994 che demanda al ministero dei Trasporti, sentita l’Autorità
portuale di Trieste, di stabilire l’organizzazione
amministrativa per la
gestione dei punti franchi. È la mancata attuazione di questa delega il «vulnus
maggiore» che emerge dall’elaborato realizzato per conto della Camera di Commercio
del capoluogo giuliano e del Comitato Lloyd 170 dallo Studio legale Zunarelli e
consegnato ufficialmente ieri al Commissario del Porto di Trieste Zeno
D’Agostino.
Nella sua illustrazione, l’avvocato Alberto Pasino ha ricordato
che la Cina, dopo aver abbandonato quindici anni fa la strategia dei punti
franchi, oggi l’ha ripresa per sperimentare nuove forme di investimento: «Lo
strumento delle zone franche ancora oggi è strategico, inutile continuare a
dire che a Trieste è vigente perchè l’imprenditore ha bisogno di sapere se lo
statuto giuridico è applicabile e che la prassi amministrativa corrisponda alle
prerogative accordate» ossia che «le merci possono fare ingresso nel Porto
Franco senza restrizioni, l’Autorità doganale non può controllare le merci
imbarcate o sbarcate e che le merci possono essere stoccate per un periodo di
tempo illimitato». Operativo, amministrativo, finanziario e commerciale il tipo
di vantaggio a beneficio degli imprenditori.
Per Pasino è necessario, inoltre, che «l’omologazione delle
procedure informatiche a livello nazionale tenga conto delle specificità del
Porto di Trieste». Secondo D’Agostino, lo statuto di Porto Franco dello scalo
giuliano: «Non solo è attuale ma è lo strumento del futuro in quanto elemento
di marketing territoriale, va reso attuabile e ci daremo da fare in questo
senso». Durante l’incontro il Commissario ha inoltre assicurato che: «Il Porto
di Trieste non perderà nessun momento perchè ritiene che il Porto Franco sia
fondamentale per la strategia futura. Tanti porti chiedono punti franchi e
sarebbe da autolesionisti non sviluppare quello che noi abbiamo già e altri
vorrebbero avere».
Commentando lo studio curato dall’avvocato Pasino,
D’Agostino si è impegnato a portare «in tutti i tavoli, anche quelli politici,
tutti gli elementi di attuazione dell’articolo 6, comma12, della legge 84 del
‘94» che fa salva la disciplina vigente per i punti franchi compresi nella zona
del Porto Franco. «C’è una dinamica che gravita su Roma – ha evidenziato –
legata alla riforma della portualità, da questo punto di vista è importante che
lo Studio Zunarelli, coinvolto in prima persona come consulente del ministro,
faccia la sua parte nel sensibilizzare chi lavora su questo a livello romano».

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