venerdì 5 giugno 2015

PORTO FRANCO INTERNAZIONALE PRESENTATO ULTERIORE STUDIO

Ci affidiamo alla cronaca del Medi Telegraph della presentazione dello studio sul Porto Franco Internazionale di Trieste spiegato agli imprenditori, che si è tenuta due giorni fa presso l'Autorità Portuale di Trieste.

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Ci sembra necessario ampliare le cronache e i punti di vista e non restringere le fonti d'informazione solo alla stampa locale.



Trieste insiste sul porto franco Trieste –
Azione in punta di diritto: «Dare piena attuazione alla 84/94»

ELISABETTA BATIC - GIUGNO 04

Trieste - Dare attuazione all’articolo 6, comma 12, della Legge 84 del 1994 che demanda al ministero dei Trasporti, sentita l’Autorità portuale di Trieste, di stabilire l’organizzazione
amministrativa per la gestione dei punti franchi. È la mancata attuazione di questa delega il «vulnus maggiore» che emerge dall’elaborato realizzato per conto della Camera di Commercio del capoluogo giuliano e del Comitato Lloyd 170 dallo Studio legale Zunarelli e consegnato ufficialmente ieri al Commissario del Porto di Trieste Zeno D’Agostino.


 Altre due le possibili soluzioni prospettate nel documento che, dopo un anno di lavoro, si presenta ai potenziali imprenditori come un vademecum pratico per l’utilizzo del Porto Franco: «Vigilare affinchè il progetto di riforma della portualità italiana sia compatibile con l’obbligo, gravante sul Governo italiano in base all’Allegato VIII al Trattato di Pace e al Memorandum di Londra del 1954, di attuare le prerogative del Porto Franco» ed infine: «Stabilire disciplinari operativi - promossi dall’Autorità portuale e concordati con tutti gli operatori portuali, pubblici e privati - atti a coordinare rispettivi interventi nei vari processi di movimentazione delle merci, di programmazione dei controlli e di concessione di aree e banchine» nell’ottica di una portualità ordinata ed efficiente.

Nella sua illustrazione, l’avvocato Alberto Pasino ha ricordato che la Cina, dopo aver abbandonato quindici anni fa la strategia dei punti franchi, oggi l’ha ripresa per sperimentare nuove forme di investimento: «Lo strumento delle zone franche ancora oggi è strategico, inutile continuare a dire che a Trieste è vigente perchè l’imprenditore ha bisogno di sapere se lo statuto giuridico è applicabile e che la prassi amministrativa corrisponda alle prerogative accordate» ossia che «le merci possono fare ingresso nel Porto Franco senza restrizioni, l’Autorità doganale non può controllare le merci imbarcate o sbarcate e che le merci possono essere stoccate per un periodo di tempo illimitato». Operativo, amministrativo, finanziario e commerciale il tipo di vantaggio a beneficio degli imprenditori.

Per Pasino è necessario, inoltre, che «l’omologazione delle procedure informatiche a livello nazionale tenga conto delle specificità del Porto di Trieste». Secondo D’Agostino, lo statuto di Porto Franco dello scalo giuliano: «Non solo è attuale ma è lo strumento del futuro in quanto elemento di marketing territoriale, va reso attuabile e ci daremo da fare in questo senso». Durante l’incontro il Commissario ha inoltre assicurato che: «Il Porto di Trieste non perderà nessun momento perchè ritiene che il Porto Franco sia fondamentale per la strategia futura. Tanti porti chiedono punti franchi e sarebbe da autolesionisti non sviluppare quello che noi abbiamo già e altri vorrebbero avere».

Commentando lo studio curato dall’avvocato Pasino, D’Agostino si è impegnato a portare «in tutti i tavoli, anche quelli politici, tutti gli elementi di attuazione dell’articolo 6, comma12, della legge 84 del ‘94» che fa salva la disciplina vigente per i punti franchi compresi nella zona del Porto Franco. «C’è una dinamica che gravita su Roma – ha evidenziato – legata alla riforma della portualità, da questo punto di vista è importante che lo Studio Zunarelli, coinvolto in prima persona come consulente del ministro, faccia la sua parte nel sensibilizzare chi lavora su questo a livello romano».

«Occorre vigilare – ha aggiunto D’Agostino - affinchè nel processo di razionalizzazione della governance non si dimentichi il tema del Punto Franco triestino ma è chiaro che non viene cancellato quello che è stato scritto nel comma 12 dell’articolo 6 della legge 84 del 1994 che rimane la norma di riferimento». Interpellato, invece, sull’iter della Piattaforma logistica: «Stiamo discutendo in questi giorni con il ministero dell’Ambiente per ottenere una serie di passaggi che sono fondamentali per l’apertura del cantiere, nelle prossime settimane avremo dei chiarimenti» ha riferito il Commissario negando di essere preoccupato sull’ipotesi di una riorganizzazione degli scali del Friuli Venezia Giulia: «Se si portano a casa risultati oggettivi e se si lavora seriamente – ha concluso – alla fine si può fare la voce grossa su tutti i tavoli sia regionali che nazionali, non mi preoccupo perchè stiamo lavorando seriamente».

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