Alla luce di questi dati ci sembra il caso di riportare le rassicurazioni che Fabrizio Zerbini e Pierluigi Maneschi avevano rilasciato alla stampa locale quando anche IL PICCOLO aveva confermato la flessione dei TEU che avevamo illustrato in un post precedente.
Fabrizio Zerbini, presidente di Tmt, la società terminalista
del Molo Settimo di cui è proprietario Pierluigi Maneschi, dà una spiegazione
pratica della situazione che però non giudica eccessivamente allarmante.
«Una delle tre aggregazioni di compagnie che si sono formate
l’anno scorso e cioé la Ocean three composta da Cma-Cgm, Uasc e China shipping,
utilizza portacontainer di meno di 300 metri che è il massimo consentito a
Venezia e ha recentemente inserito anche il porto lagunare nelle sue rotazioni,
il che prima non accadeva: di conseguenza i volumi a Venezia sono subito
cresciuti. Quanto a Capodistria è ormai risaputo anche da tutte le componenti
politiche che nonostante la Slovenia faccia parte dell’Unione europea, non ci
troviamo a operare in situazioni paritarie».
E lo stesso Maneschi cita gli aggravi di costi che ci sono a
Trieste rispetto a Capodistria: «Più 40% del costo del lavoro, più 36% del
costo dell’elettricità, più 30% del costo del gasolio, più 25% di tariffe
portuali; 2.300 euro per formare un treno contro 570 euro. Per fortuna stiamo
collaborando bene con l’Autorità portuale - aggiunge Maneschi - partiremo
presto con i lavori di prolungamento della banchina e cercheremo di
recuperare».NOTA DI FAQTrieste
Ciò che ci preoccupa è il silenzio sul caso del Terminal Container Taranto che non ha visto un container dal primo gennaio del 2015.
Evergreen ha spostato il suo porto HUB del Mediterraneo nel Porto del Pireo e i protagonisti della grave crisi del TCT sono gli stessi concessionari del MOLO VII a Trieste da una parte e lo stesso Governo Renzi dall'altra parte.
A veder messo in discussione il proprio posto di lavoro con una cassa integrazione scaduta sono circa 570 lavoratori del Terminal Container Taranto.
La domanda pubblica che andrebbe posta ai vari livelli imprenditoriali e politici ci pare essere la seguente: Quello che è successo a Taranto può ripetersi anche al MOLO VII di Trieste ?
Anche qui sono in gioco finanziamenti e infrastrutture da realizzare che possono diventare oggetto di contenzioso tra amministrazioni e terminalista ?
Può ripetersi una richiesta di danni milionaria come è successo tra la società Greensisam che fa capo a Maneschi e il Comune e l'Autorità Portuale di Trieste sui cinque magazzini dati in concessione in Porto Vecchio ?

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