martedì 1 agosto 2017

QUEI BEI GIOCHI DI PAROLE AL PORTO DI TRIESTE

Dalla rubrica di Stefano Bartezzaghi sul VENERDI' di Repubblica vi citiamo una parte dell'articolo dedicato ai "giochi di parole" nel porto di Trieste.



L’attento lettore Guido Ruzzier ha preso spunto da un reportage di Giovanni Tomasin uscito sul Piccolo di Trieste per ricordare certi vecchi giochi e discorsi che facevamo qui. Nel reportage si parta del porto di Trieste e dei suoi linguaggi criptici: «rovesciare le sillabe, per non farsi capire da chi è esterno alla cerchia di chi lavora al Molo VII, è una vecchia usanza.

Ruzzier, che è di Trieste e vi ha vissuto a lungo, ha delle perplessità, condivisibili, sull'esempio riportato: «Emad anu arib» per «dame una bira». Senza essere triestino mi accorgo anche io che qui quelle che si «rovesciano  non sono sillabe. Lo fossero state l'ordinazione al bar sarebbe stata qualcosa come «meda nau rabi». O no?




Non è da escludersi la possibilità che in questo momento, al Mit di Cambridge (Mass.) ci sia qualche neurolinguista che sta studiando a colpi di risonanze magnetiche e immagini cerebrali i motivi biologici per cui è assai più facile "rovesciare" "sillabe" (le virgolette sono necessarie: è rovesciare? E cosa è una sillaba?) che singole lettere. 

La scienza non si accontenta, infatti, del buon senso e lo trascende. A volte travalicandolo, anche.


Ruzzier nega che l'usanza fosse confinata al porto: «Nel mio rione, a Trieste (anni '40-'50, ma era cosa certamente e naturalmente antica), parlavamo "ala raversi" (ovvero ala riversa ovvero alla rovescia). «Non c'erano regole restrittive; non sempre ci si limitava a rovesciare la posizione delle sillabe, ma si giocava anche sullo spostamento dette vocali (penso si cercasse anche una certa "armonia" estetica nella ricomposizione delle parole). Molto era lasciato all'inventiva del parlante e alla conoscenza del meccanismo da parte dell'interlocutore». 

Un trionfo passato di Ruzzier: una volta eravamo riusciti a capire le frasi segrete che un banditore da fiera diceva ad un suo compare nella folla usando lo stesso sistema». Gli avrà ordinato una birra?

1 commento:

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