PORTO DI VENEZIA
I soldi versati al gruppo cinese 4C3 per la
progettazione dello scalo i 4 milioni rischiano di finire in mare
Se alla
versione mini non seguirà il Voops vero e proprio
Se il porto offshore in miniatura fosse la soluzione
definitiva, in grado di spazzare via in pochi giorni il Voops vero e proprio
(che sta per Venice Offshore Onshore Port System) da costruire 8 miglia al
largo di Malamocco, allora tutti i soldi che Paolo Costa ha impegnato fino ad
oggi sarebbero uno spreco colossale.
Passi per i 60 milioni di euro spesi per
comprare i 90 ettari dell'area Montesyndial dove dovrebbe sorgere il distretto
della logistica, vale a dire dove i container scaricati dal porto d'altura
verrebbero aperti e i prodotti che contengono lavorati prima di essere inviati
ai destinatari finali (quei terreni potranno comunque diventare qualcos'altro,
come ha suggerito il ministro Delrio ipotizzandovi una banchina per le navi da
crociera).
Passi per i milioni spesi per le varie progettazioni preliminari e
per la burocrazia, che comunque in gran parte sono stati finanziati dall'Europa.
Ci sarebbe, però, l'assegno da 4 milioni di euro che
Paolo Costa ha staccato quando era già virtualmente scaduto da presidente,
gesto che ha provocato la prima reazione stizzita di Pino Musolino, che non era
ancora nominato ufficialmente suo successore; e dello stesso Pd che, per bocca
del parlamentare veneziano Michele Mognato, disse che Costa avrebbe dovuto
soprassedere e «attendere l'insediamento del nuovo presidente, perché il suo
indirizzo non è assolutamente irrilevante».
Si tratta dei 4 milioni di euro versati a febbraio al
raggruppamento italo-cinese 4C3, coordinato dalla China Communication
Constructions Company Group (Cccg) che è una delle più grandi imprese di
costruzioni al mondo, per approntare entro 180 giorni il progetto definitivo
della piattaforma d'altura.
«La controparte aveva bisogno di tempi veloci, e
comunque al mio successore lascio un bel regalo» aveva risposto Costa alle
critiche.
A quel punto, se tra 180 giorni l'offshore in scala
ridotta diventerà solo un passaggio intermedio per arrivare al Voops (che, non
bisogna dimenticare, è stato pensato anche per ospitare le petroliere che la
Legge Speciale per Venezia vuole fuori dalla laguna da più di trent'anni), i 4
milioni di euro per il progetto definitivo saranno stati una spesa tempestiva.
Diversamente, ci sarà da discutere non poco. (e.t.)


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