venerdì 31 marzo 2017

CHE COS'E' IL MINI OFF-SHORE ?


Il presidente Pino Musolino è tornato da una due giorni a Roma per presentare il progetto del porto offshore in scala ridotta: due banchine per due mega navi porta container da realizzare all'interno della diga davanti a Malamocco, costruita qualche anno fa per difendere le paratoie del Mose dalle correnti predominanti. 

Con poco più di 100 milioni di euro e poco meno di 150 si può costruire tutto in pochi mesi. Un modellino, rispetto al progetto originario, che però in tutto e per tutto è il sistema offshore inventato dal suo predecessore Paolo Costa. E in effetti, al di là che ci abbiano messo il naso la corporazione dei Piloti e gli Agenti Marittimi, il progetto è proprio degli uffici dell'Autorità portuale veneziana che hanno cominciato a lavorarci sei mesi fa partendo da una considerazione di Costa: a quanto pare l'offshore vero e proprio vogliono bocciarlo quasi tutti per mille motivi, qualcuno anche perché non sa di cosa parla, e molti perché non riescono a vederne gli effetti futuri. 


E allora ha cominciato a lavorare al modellino in scala ridotta che, una volta realizzato, sarà perfettamente funzionante, prevede le chiatte sulle quali trasbordare i container e con le quali portarli in terraferma nell'area Montesyndial acquistata proprio per creare il distretto della logistica. E ha lo stesso problema della rottura di carico, che molti critici del progetto offshore portano come prova principale della sua inefficienza.


Inoltre il coniglio che Costa ha tirato fuori dal cappello è in linea anche con i tempi: perché attualmente le navi portacontainer giganti, quelle da oltre 18 mila teu che non riescono ad entrare a Marghera a causa dei fondali troppo bassi, sono ancora poche e due banchine sarebbero più che sufficienti, ma quelle due banchine diventeranno poche nei prossimi anni, almeno stando ai numeri dei container scaricati a Marghera, il vero settore in continua crescita del porto veneziano.

Il mini offshore, dunque, è solo una pensata per arrivare a realizzare il grande progetto vero e proprio a 8 miglia al largo di Malamocco, quello che costa meno di 2 miliardi di euro, e che proprio grazie alla soluzione ridotta dovrebbe dimostrare di essere indispensabile, non solo per Venezia ma per l'intero alto Adriatico, anche perché il bacino creato tra la diga di Malamocco e San Pietro in Volta ha gli stessi fondali che offrono Trieste o Capodistria.

D'altro canto suonerebbe strano che il sindaco Luigi Brugnaro abbia sposato pubblicamente il nuovo progetto se fosse esclusivamente farina del sacco di Pino Musolino e di qualche operatore portuale. Brugnaro non ha certo accolto con la fanfara il nuovo presidente dell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico Settentrionale, anzi è stato piuttosto critico, ma pragmaticamente si è poi incontrato con lui, e se un progetto di Paolo Costa viene condiviso anche dal nuovo presidente, tanto meglio.

Ora bisognerà solo capire se Musolino punterà al mini offshore per fermarsi lì, oppure se anch'egli poi lavorerà per il progetto in scala reale.


Elisio Trevisan IL GAZZETTINO

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