martedì 4 aprile 2017

CRESCE IL TRAFFICO CONTAINER NEI PORTI ITALIANI ?

Ieri vi abbiamo proposto una recensione di un articolo di Nicola Capuzzo pubblicato anche su Milano&Finanza con alcuni consigli per la lettura. Alla fine dell'articolo erano riportate anche gli indirizzi per scaricare due studi approfonditi sui traffici marittimi italiani inclusi nel contesto europeo.



Clicca sull'immagine per leggere la nostra recensione che oggi aggiorniamo con nuove sorprese. La tesi dell'autore dell'articolo si basa principalmente su due grafici che andiamo a commentare:




Dal 2007 ( anno che precede la crisi ) c'è stato un calo dei traffici di trasbordo che ha riguardato i tre porti italiani di transhipment : Gioia Tauro, Taranto e Cagliari. Ma questo calo è stato recuperato dai porti " gate " che invece hanno visto aumentare il loro traffico container. Per questo articolo ci occupiamo solo dei container.

Questo recupero legato ai porti regionali si ricava dal grafico generale dei porti italiani e della relativa movimentazione container:


Non si può negare che un recupero c'è stato. Guardate il grafico alle sue punte minime del 2009 e del 2011. Ma il recupero in questi dieci anni non è stato pieno e totale. E il recupero di traffici container, come giustamente ci fa notare l'autore dell'articolo, si è basato solamente sul recupero dei porti gate regionali.

Ora la domanda che andiamo a impostare è la seguente:

" Quanta è ancora la capacità di recupero del traffico container da parte dei porti gate regionali che si sono presi tutto il peso della movimentazione ? Per quanti anni ancora possono crescere questi porti nel traffico container con questi livelli di incremento ? " 

Queste domande servono a determinare le esigenze di investimenti, di infrastrutture e di progettazione  legate alla previsione di sviluppo del traffico container. Quindi da un lato c'è una previsione di sviluppo lineare e in costante aumento del traffico container contrapposta ad una lettura più cauta di questi incrementi di crescita.

La seconda ipotesi, quella della cautela, è stata illustrata dalla Struttura di Missione del Ministero proprio nei giorni scorsi e ne da un primo resoconto l'ottimo The Meditelegraph ( lo trovate nel prossimo post ) e anche in questo caso la tesi è sostenuta da uno studio particolareggiato della situazione dei porti italiani.





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