Lo facciamo basandoci sui pochi elementi che ci è dato di conoscere e cercando di ripulire la notizia dai facili trionfalismi.
PORTO VECCHIO: SERRACCHIANI, PER TRIESTE UN?OCCASIONE STORICA
Partiamo quindi da una semplice richiesta di trasparenza. Il Consiglio comunale di Trieste è a conoscenza del contenuto degli atti firmati dal Sindaco ? I consiglieri sono stati informati ?
Ora che le firme sono state apposte questi atti potranno essere letti e valutati dai cittadini di Trieste ? Ci sono persone e professionisti in città in grado di valutare le ricadute e la qualità di quello che è stato firmato. Se non sono stati consultati prima è bene che vengano informati ora.
Se leggiamo con attenzione prima il comunicato sul sito della Regione FVG e poi lo stesso emendamento Russo possiamo già farci un'idea di che cosa è stato firmato.
Trieste, 09 lug - "Un momento storico, un atto di straordinaria importanza che Trieste e i triestini attendevano da troppo tempo, frutto di un eccezionale lavoro di squadra". Così la presidente della Regione Debora Serracchiani, ha commentato oggi la firma del documento che sancisce il nuovo confine tra la città e l'area portuale, premessa per la sdemanializzazione del Porto Vecchio.
Tutto qui. Una premessa alla sdemanializzazione. l'inizio di un percorso amministrativo e burocratico come previsto dallo stesso emendamento Russo:
Questo il testo dell'emendamento: "Il Commissario di Governo previa intesa con il presidente della Regione e con il sindaco di Trieste, adotta, d'intesa con le istituzioni competenti, i provvedimenti necessari per spostare il regime giuridico internazionale di Punto Franco dal Porto Vecchio ad altre zone opportunamente individuate, funzionalmente e logisticamente legate alle attività portuali".
"In conseguenza dei sopracitati provvedimenti, le aree, le costruzioni e le altre opere appartenenti al Demanio marittimo compresi nel confine della circoscrizione portuale, escluse le banchine, l'Adriaterminal e la fascia costiera del Porto Vecchio, sono sdemanializzate e assegnate al patrimonio disponibile del Comune di Trieste per essere destinate alle finalità previste dagli strumenti urbanistici".
"Il Comune di Trieste aliena, nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia, le aree e gli immobili sdemanializzati e i relativi introiti sono trasferiti all'Autorità portuale per gli interventi di infrastrutturazione del Porto Nuovo e delle nuove aree destinate al regime internazionale di Punto Franco".
"Sono fatti salvi i diritti e gli obblighi derivanti dai contratti di concessione di durata superiore a quattro anni in vigore, che sono convertiti, per la porzione di aree relative, in diritto di uso in favore del concessionario per la durata residua della concessione. Il presidente dell'Autorità portuale, d'intesa con il presidente della Regione e con il sindaco delimita le aree che restano vincolate al Demanio marittimo".
"In conseguenza dei sopracitati provvedimenti, le aree, le costruzioni e le altre opere appartenenti al Demanio marittimo compresi nel confine della circoscrizione portuale, escluse le banchine, l'Adriaterminal e la fascia costiera del Porto Vecchio, sono sdemanializzate e assegnate al patrimonio disponibile del Comune di Trieste per essere destinate alle finalità previste dagli strumenti urbanistici".
"Il Comune di Trieste aliena, nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia, le aree e gli immobili sdemanializzati e i relativi introiti sono trasferiti all'Autorità portuale per gli interventi di infrastrutturazione del Porto Nuovo e delle nuove aree destinate al regime internazionale di Punto Franco".
"Sono fatti salvi i diritti e gli obblighi derivanti dai contratti di concessione di durata superiore a quattro anni in vigore, che sono convertiti, per la porzione di aree relative, in diritto di uso in favore del concessionario per la durata residua della concessione. Il presidente dell'Autorità portuale, d'intesa con il presidente della Regione e con il sindaco delimita le aree che restano vincolate al Demanio marittimo".
Quindi hanno perso tempo tutti coloro che hanno polemizzato sulla tempistica: prima la sdemanializzazione e poi lo spostamento del Punto Franco o viceversa ?
Potrebbero fare anche un'operazione in simultanea. Per il momento hanno dato inizio all'iter e predispongono gli strumenti necessari.
COME POSSIAMO ORIENTARCI PER CAPIRE ?
Sarebbe bene partire dal fatto che per sapere chi è il proprietario bisogna capire chi paga. Ci sono delle spese fisse per illuminazione, manutenzione, sicurezza dell'area, ecc che l'APT sta pagando. Quando inizierà a pagare il Comune e l'APT a risparmiare allora vorrà dire che il Comune sarà diventato proprietario dell'area. A quel punto sarà sicuramente necessario un voto del Consiglio comunale perchè nel bilancio comunale dovranno entrare nuove proprietà e ( anche ) nuove voci di spesa.
Sarà interessante capire con quali motivazioni i consiglieri comunali si prenderanno la responsabilità di nuove voci di spesa e di nuovi investimenti ( urbanizzazione dell'area, fognature, illuminazione, ecc ) finalizzati a vendere delle aree il cui valore in euro andrà poi al Porto di Trieste ?
Per essere legalmente proprietario di un immobile o di un terreno è necessaria una intavolazione delle aree con la divisione in particelle debitamente numerate e classificate. Si tratta di un lavoro costoso e impegnativo. Chi pagherà il conto ? Il Comune ? Quanto tempo sarà necessario ? Esiste il precedente della intavolazione dell'intero parco dell'ex Ospedale Psichiatrico si possono fare raffronti di spesa e di tempi necessari ?
Se le aree sono in concessione, le concessioni superiori ai quattro anni restano in vigore e quindi il Comune rinnova le concessioni ? Ma le concessioni sono state date per attività portuale ben definita e oggi il Comune confermerebbe le aree in concessione con quale destinazione d'uso ? Non più portuale ?
L'emendamento dichiara :
sono sdemanializzate e assegnate al patrimonio disponibile del Comune di Trieste per essere destinate alle finalità previste dagli strumenti urbanistici
ma possiamo chiederci in base a quale strumento urbanistico ? In base al Piano Regolatore Generale del Porto di Trieste o in base al Pino regolatore del Comune di Trieste ?
E cosa prevede il Piano regolatore del comune di Trieste per quelle aree ? Mica devono ancora decidere e scrivere quella parte ?
Per finire in bellezza ancora una domanda :
se la linea di costa che resta demaniale e le aree non sdemanializzate indicate nel decreto rimangono con le caratteristiche del Punto Franco Porto Vecchio cosa potranno spostare ?
Avremo due zone denominate area Punto Franco Porto Vecchio di cui una in porto vecchio e una trasferita in altro luogo ?
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