domenica 9 aprile 2017

4. GLI APPALTI

4.  GLI APPALTI






Altro punto verso la quale la stampa e la politica locale devono stare bene attenti è quello della filiera degli appalti. Non è un caso se, tra i componenti della delegazione cinese, qualcuno si sia informato proprio su questo argomento. Già, perché la tendenza di questo genere di operazioni è, se lasciata indisturbata, “all China”: capitali cinesi, o raccolti da cinesi, governo, nel rispetto formale delle autorità locali, saldamente nelle mani del Dragone, e quante più ditte possibili che vengono dalla Cina. Del resto bisogna far quadrare un complesso quadro finanziario, tenere un certo livello di profitto e di produttività. La tendenza è quella di riprodurre, vizi e virtù, l’interna catena dalla moneta alla costruzione, alla rete delle ditte proprio all’estero. Il punto non è solo che il modello “all China”ampiamente sperimentato in Africa, ha delle criticità sul piano dei vantaggi per le economie territoriali. Ma anche che tende a riprodursi, criticità comprese, anche nei paesi occidentali. Si guardi alle considerazioni che fanno le autorità neozelandesi proprio su investimento diretto nelle infrastrutture locali e portuali nel quale sarebbe presente proprio China Railway. È vero che stiamo parlando di un paese geograficamente agli antipodi dell’Italia ma di una economia storicamente occidentale, con autorità strutturate, con efficienza, per attirare investimenti globali. Quello che dicono le autorità neozelandesi è chiaro: vanno bene gli investimenti cinesi, abbiamo bisogno di fondi per le infrastrutture, ma l’affare si fa solo se è chiaro cosa ci guadagna l’economia territoriale anche in termini di partecipazione diretta ai lavori. Altrimenti diventa un investimento di cinesi per la Cina, di cui l’estero è solo un pretesto.
Non dare nulla per scontato, specie negli appalti, è un punto al quale eventualmente stampa e politica locale sono chiamati a intervenire. Va anche aggiunto che l’Unione Europea, per la costruzione della nuova ferrovia Belgrado-Budapest (nella foto la firma dell’accordo) da parte proprio della China Railway, ha fermato la parte di concessioni che la riguardano proprio a causa dei troppi appalti Cina su Cina.
Anche saper creare precedenti in grado di poter ragionare da pari a pari è un’ottima medicina per le criticità. Se è vero che una delegazione cinese è stata ospitata in comune, ed è un fatto positivo, è altrettanto vero che la strategia dell’attesa dell’investitore cinese che si innamora è insensata. Come ha fatto la compagnia portuali bisogna andare da quelle parti per essere accettati. E ci sono diversi programmi di ricerca e cooperazione locali, finanziati dalle autorità regionali, che possono fare al caso di Livorno. Basta non pensare di vendere loro quello che hanno già e avere un’idea chiara dei prodotti da proporre in joint-venture.  Anche qui la politica può fare molto se esce dalla routine delle polemiche inutili e dagli effetti annuncio su Facebook.
Facciamo infine un’operazione politica: guardiamo oltre il prossimo quarto d’ora. La comunità cinese di Livorno è cresciuta, in un trend di presenza nazionale abbastanza stabile, del 30% nel nostro territorio dall’inizio della crisi. Si pensa forse che investimenti nel porto e presenza sul territorio siano separate? Ad un certo punto le due dimensioni fanno sinergia. La presenza cinese predilige i porti, a Oakland, tra penetrazione tecnologica e di capitali e presenza di popolazione, ad un certo punto il sindaco eletto era una donna cinese. Scenari lontani? Fantascienza? Certo, niente si ripete allo stesso modo, l’Italia non è la California, ma forse non si è capito quanto la globalizzazione oggi acceleri i processi di cambiamento dei territori. Quelli che hanno cambiano l’asse reale dei poteri sui territori e la loro direttrice economica.
L’investimento cinese può essere un’opportunità o un grave rischio. Di sicuro l’improvvisazione in questo scenario i rischi, se ci sono, li amplifica. Comunque andrà questo scenario, aggiunto alla presenza reale di Infracapital, il futuro di Livorno sarà inedito, non sperimentato.

redazione di SENZA SOSTE , 3 aprile 2017

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